Possiamo negare di essere quotidianamente sommersi da informazioni acritiche, luoghi comuni e pregiudizi? Il flusso quotidiano della cronaca televisiva non ne è esente e spesso li accentua, stimolando l’emotività anziché il ragionamento. Ma un antidoto all’assuefazione passiva è l’educazione, che oggi ha trovato un suo spazio inedito anche su YouTube: il merito è di coloro che, giovani o meno, propongono contenuti autorevoli e impegnati, con il nobile scopo di favorire l’acquisizione di un pensiero indipendente. Qui di seguito ne è proposta una selezione, che spazia dall’attualità all’approfondimento culturale, giungendo fino alla divulgazione scientifica.

Breaking Italy

Alessandro Masala, noto come “Shooter hates you” (amichevolmente Shy), nasce a Cagliari nel 1984 e decide di aprire un canale YouTube a poco più di vent’anni, dopo l’abbandono della facoltà di Scienze Politiche e alcune esperienze lavorative insoddisfacenti. L’intento è di dedicarsi a un’attività creativa che muova dalle sue passioni e porti al pubblico dei contenuti di qualità, attraverso riflessioni di politica, cronaca e attualità. Negli anni si sviluppa ciò che è oggi Breaking Italy, un canale che combina informazione e intrattenimento, un’ibridazione che sfida e rielabora il giornalismo tradizionale con risultati eccezionali, riuscendo a illuminare argomenti spesso complessi e faticosi rendendoli alla portata di tutti.

Come racconta egli stesso in un’intervista rilasciata a La Stampa (Tammaro 2019), i video presentano una spiccata componente critica e vengono strutturati in modo da manifestare un metodo di ragionamento, illustrando, in due parti separate, fatti e riflessioni su di essi. Ad un primo momento dedicato all’informazione, ne segue un secondo di commento, in cui Alessandro propone il proprio punto di vista, formulato sulla base di letture pertinenti e, talvolta, confronti diretti con esperti del settore. Ciò che rende qualitativamente significativo Breaking Italy è proprio la cura con cui i contenuti vengono realizzati, a partire dalla lettura di varie autorevoli testate online come il Guardian e il Washington Post, da cui Alessandro seleziona e approfondisce gli argomenti di cui discuterà. L’importanza delle fonti è centrale nel suo lavoro, sia in fase di produzione sia di relazione con il pubblico, a cui vengono trasmessi gli stessi strumenti di verifica e analisi adottati nella realizzazione dei video. Alessandro non si limita a informare su quanto accade nel mondo, ma manifesta un metodo critico di approccio alle notizie, che prevede la comprensione del contenuto e la sua rielaborazione, finalizzata a renderlo agevolmente accessibile e a enucleare spunti di riflessione stimolanti.

Vincente è anche il suo stile narrativo, la cui mescolanza di pungente ironia e battute sagaci stempera la profondità dei contenuti in un’atmosfera leggera e godibile. Egli sottolinea spesso l’importanza della consapevolezza della complessità e della vocazione al dibattito del canale, incoraggiata da costanti inviti a esprimere opinioni e pareri nei commenti ai video della settimana, puntualmente discussi in una live, ogni venerdì. Un’ulteriore dimostrazione della volontà di instaurare un rapporto di fiducia con il pubblico e con gli abbonati, a cui il canale deve la possibilità di arricchirsi di nuovi contenuti. In tal senso è nato quest’anno il Breaking Italy Podcast, un’attività parallela di interviste a personalità di spicco della contemporaneità, tesa ad affrontare temi complessi affidandosi a voci influenti e qualificate.

Con amore e squallore

Direttamente da uno dei Nove Racconti di J. D. Salinger prende il nome il canale YouTube di Ilenia Zodiaco, siciliana dal 1992. Durante i suoi anni di studio universitario (attualmente vanta una laurea in Lettere Moderne, una specializzazione in Comunicazione per i media e un master in Editoria in corso a Milano), Ilenia avvia un progetto che si occupa di libri e lettura, con l’intento di esprimere la propria passione e diffonderla ai suoi coetanei. I contenuti dei suoi video spaziano dai consigli su come uscire dal blocco del lettore alle recensioni monografiche, dalle idee regalo agli aggiornamenti sulle nuove uscite o su titoli da riscoprire. La sua nota distintiva è la competenza che dimostra nel maneggiare il testo letterario, di cui propone analisi critiche brillanti, capaci di valorizzare le qualità di una storia raffinata come di evidenziare le debolezze di una prova imperfetta. Dai suoi video si esce arricchiti di un approccio più consapevole e attivo nell’avvicinarsi a un testo, capaci di padroneggiare nuovi strumenti di analisi che incoraggiano a riflettere su quanto leggiamo e a maturare un’opinione completa al riguardo.

La qualità del lavoro di Ilenia non si limita ad estendere il bacino dei lettori, che nel nostro territorio nazionale è pericolosamente ridotto, ma riesce anche a stimolare il fascino per la conoscenza, incoraggiando l’acquisizione di un atteggiamento critico spendibile in contesti diversi. Negli ultimi anni, infatti, il canale ha ampliato la portata dei propri contenuti, proponendo analisi di serie TV e riflessioni su temi ambientali, anche attraverso la nascita di Quasidì, un podcast coprodotto con Valentina Tomić, dedicato alla generazione dei “quasi”, ovvero la gioventù odierna, quasi adulta, quasi indipendente, quasi realizzata. Quasidì è l’ottavo giorno della settimana in cui ritagliarsi lo spazio per prendere coscienza di ciò che accade nel nostro tempo, con riflessioni sulla società, la politica, i media e molto altro, filtrate dai codici espressivi della cultura pop, che esortano alla responsabilità e combattono la disinformazione.

Scienza vs fake news

Parallelamente alla crescita della sfiducia verso qualsiasi autorità confermata, si moltiplicano sul web soluzioni semplici a problemi complessi, che coinvolgono la nostra salute. Contro queste forme di raggiro intervengono divulgatori scientifici affidabili e competenti, come Dario Bressanini e Beatrice Mautino, un chimico e una biotecnologa prestati allo smascheramento di falsi miti troppo diffusi. Bressanini, docente presso l’Università dell’Insubria, collabora con la rivista Le Scienze occupandosi di alimentazione e gastronomia in un’ottica scientifica, ha scritto diversi libri sulla chimica applicata alla cucina e usa il proprio canale YouTube per demolire leggende e false informazioni su dieta e salute. Seguendolo si potrà scoprire che lo zucchero di canna non è più salutare di quello normale, che “biologico” non significa “più sicuro” e che il meccanismo del raggiro online consiste in una commistione di informazioni false e vere, presentate in modo da spaventare il consumatore (Bressanini 2013).

Atteggiamento condiviso da Mautino, ricercatrice che indaga il mondo della cosmesi, istruendo ad un uso consapevole dei solari, insegnando che il prezzo di una crema non incide sulla sua efficacia, rivelando che la cellulite non è una malattia e non può scomparire. Per fornire ai lettori strumenti critici indispensabili per difendersi dalle logiche pubblicitarie, nel suo libro Il trucco c’è e si vede, con linguaggio semplice e spiritoso, Mautino illumina le verità scientifiche che la produzione industriale, con trucchi e banalizzazioni, scientemente nasconde. Esemplare è il caso della demonizzazione dei parabeni, dovuta alla divulgazione di una ricerca che postulava una correlazione tra l’uso di prodotti contenenti tali sostanze e il tumore al seno. Studio condotto su un campione parziale e inadeguato che, seppur smentito nel 2008, è stato rilanciato da giornali e attivisti, inducendo le aziende a realizzare prodotti “paraben free” per contrastare i propri competitori. Ragion per cui oggi siamo sommersi di prodotti “senza”, con l’idea che se viene tolto questo qualcosa sarà pur negativo.

Mautino e Bressanini cercano di trasmettere cultura scientifica alle persone, mettendole in guardia da sensazioni di facile consolazione e dimostrando che la scienza non dà risposte semplici a questioni complesse: stabilire una classificazione binaria dei prodotti (sano-nocivo) è fuorviante ed è una delle molte strategie usate dal marketing, che non ha interesse a spiegare ma semplicemente a vendere.

A questo punto sembra indispensabile deporre antiquati pregiudizi che considerano il web il teatro del disimpegno, combattendo contestualmente lo stigma che pesa sugli influencer, spesso titolari di progetti meritevoli di considerazione e rispetto.

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